storia

Frutta di stagione IGP: le clementine

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Frutta di stagione IGP: le clementine

Dal volume I prodotti DOP e IGP

 

Clementina del Golfo di Taranto IGP – Puglia
La zona di produzione di questa varietà di Citrus x clementina comprende alcuni comuni della provincia di Taranto. Il frutto ha forma sferoidale, leggermente schiacciata ai poli, buccia liscia o leggermente rugosa di colore arancio con al massimo un terzo di colorazione verde. La sua polpa, molto succosa, dal caratteristico sapore dolce e aromatico, è di colore arancio e contiene un massimo di tre semi.


Clementina di Calabria IGP – Calabria

La zona di produzione è costituita dalle aree pianeggianti della regione: la piana di Sibari e Corigliano nel Cosentino; la piana di Lamezia nel Catanzarese; la piana di Gioia Tauro-Rosarno e la Locride nel Reggino. Il suo frutto è rinfrescante e diuretico e possiede un elevato contenuto di zuccheri. Può essere consumato al naturale o utilizzato per preparare succhi, sciroppi, sorbetti e marmellate.

 

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Il potere subliminale dei profumi

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Il potere subliminale dei profumi

 

«Le antiche civiltà eurasiatiche tenevano in gran conto il potere sacrale, molto spesso anche terapeutico, dei profumi. Si pensi ai doni preziosi e inebrianti che i tre magi orientali recano a Gesù Bambino: oro a parte, l’incenso è legato al cerimoniale e all’offerta sacra e la mirra possiede proprietà medicinali antisettiche (era impiegata nella mummificazione) e potentemente analgesiche, paragonabili agli affini cannabinoidi. Ma c’è di più, e solo le moderne scienze neurofisiologiche hanno iniziato a chiarirlo. Anche nel quotidiano, trattando erbe aromatiche, alimenti e bevande, il nostro olfatto entra in contatto con molecole odorose che interferiscono col nostro sistema nervoso centrale, influendo sul comportamento e sull’umore».

Daniele Maestri, Sapore è sapere

 

Maestri, Sapore è sapere

Gallery. Al Sole 24 Ore il punto sulla FAD

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Al Sole 24 Ore il punto sulla formazione a distanza e l’e-learning:
Fotogallery

Mercoledì 29 marzo 2017

 

Articolo sul “Sole 24 Ore”

 

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Al Sole 24 Ore il punto sulla formazione a distanza

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Comunicato stampa del 28/03/2017

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Al Sole 24 Ore il punto sulla formazione a distanza e l’e-learning
Con il leader italiano CEF Publishing-Centro Europeo di Formazione

Mercoledì 29 marzo case study sulla realtà novarese dopo 10 anni di attività

CEF Publishing–Centro Europeo di Formazione, leader italiano della FAD, la formazione professionale a distanza, festeggia i suoi primi 10 anni di attività con un meeting riservato nella sede del Gruppo Sole 24 ORE (via Monte Rosa 91, Milano) questo mercoledì 29 marzo, alle ore 18,30 in Area Convegni, dal titolo Cef Publishing: il metodo FAD dall’e-learning al social-learning. Saranno presenti Carlo Robiglio presidente del Gruppo Ebano, Guido Galimberti amministratore delegato di CEF, Silvia Tripodina ed Eleonora Fratesi moderati da Francesco Prisco del “Sole 24 Ore”.  Durante l’incontro sarà fatto il punto sulle attività del Centro Europeo di Formazione e si annunceranno le prossime iniziative editoriali. Seguirà rinfresco.

Nei suoi primi 10 anni di attività CEF Publishing ha offerto a oltre 31mila persone una nuova chance di realizzazione personale e professionale grazie ai sei corsi attivati negli ambiti della ristorazione, sanità, assistenza e benessere animale, periodicamente ampliati grazie a diversi master di specializzazione e offerti secondo il metodo della formazione a distanza, che libera lo studente dagli obblighi di orario e di compresenza in classe. Un corpo docenti ampio e specializzato (50 insegnanti e professionisti della ristorazione per il solo corso per cuoco professionista, “CHEFuoriclasse”, patrocinato da Antonino Cannavacciuolo), segue i 10mila studenti attualmente iscritti  a un corso CEF che potranno, al termine del loro percorso di studi, usufruire di un servizio di assistenza nella ricerca di stage ed impiego in grado di soddisfare il 40% delle richieste inoltrate.

Il successo raggiunto da CEF Publishing nei suoi primi 10 anni di vita è testimoniato soprattutto dalla soddisfazione dei suoi studenti, che arriva al 95%, ma anche dai continui sforzi per il miglioramento che negli ultimi anni hanno portato, tra l’altro, al passaggio dal metodo dell’e-learning a quello, più attento e articolato, del social-learning in grado di creare vere e proprie “classi” virtuali. A ciò si aggiungono gli aumenti di capitale sociale e la nuova ragione sociale nel segno dell’editoria CEF Publishing. Ma le iniziative di del Centro Europeo di Formazione non si fermano qui: «Stiamo elaborando una serie di investimenti e progetti al fine di migliorare ancora il nostro prodotto, diversificare l’offerta formativa ed essere sempre più vicini ai nostri studenti», commenta Carlo Robiglio presidente del Gruppo Ebano di cui CEF Publishing fa parte. «Negli ultimi mesi abbiamo ottenuto partnership importanti, ad esempio con ENCI, l’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, e con Gnammo, la più grande community italiana di social eating. Recentemente siamo anche entrati nel capitale di PetMe, il primo grande portale di pet-sitting italiano in forte espansione. Sono tutti traguardi importanti ma non vogliamo certo fermarci qui».

Articolo sul “Sole 24 Ore”

www.corsicef.it
www.cefpublishing.com

INFO 0321 1992282
UFFICIOSTAMPA@CORSICEF.IT

Social eating a Milano

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Social eating a Milano:
la storia di Federico Bonaconza

 

Dal libro Social eating la storia di Federico Bonaconza, che da Milano ci accompagna verso i profuni e i sapori della Sicilia:

«Cercavo da sempre di poter realizzare in casa mia delle cene per persone sconosciute. Mi è capitato di viaggiare all’estero e in Turchia e in Georgia sono potuto venire a contatto con la realtà dell’home restaurant. In quei Paesi i ristoranti sono anche in casa! Poi ho visto che in Spagna stava crescendo come realtà e poi finalmente è arrivato Gnammo!»

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Fuoco, cibo e cultura

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Fuoco, cibo e cultura

 

Foto a pagina intera (1)«Il controllo sul potere del fuoco innalza l’uomo a creatura superiore, affrancandolo dal primitivo stato bestiale, non soltanto perché traccia il primo confine tra la specie umana e le fiere, ma perché permette la cottura e il riscaldamento dei cibi, sancendo il passaggio da un’alimentazione istintiva a un’alimentazione mediata da un mezzo tecnico e, dunque, dalla cultura»

 

(Daniele Maestri, Sapore è sapere)

Come gli antichi

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Come gli antichi

«Si torna, come facevano gli avi contadini, a maneggiare, annusare e assaggiare gli alimenti. Affidandoli, più che all’esame chimico, a quel mirabile laboratorio di analisi che sono i nostri sensi. Torna sovrano l’esercizio della polisensorialità, in una parola del gusto, unico strumento in grado di discriminare con la massima obiettività tra buono e cattivo, tra salutare e nocivo, tra piacevole e ripugnante; tanto che viene da chiedersi se altre antinomie come ordine e caos, bene e male, spirituale e materiale non discendano anch’esse dalle nostre papille»

 

(Da Daniele Maestri, Sapore è sapere)

 

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