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Insalate e insalatone

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Piatti unici freddi a base di insalate o insalatone

 

«Le insalate possono essere classificate in due categorie: le semplici e le composte.

Le prime sono rappresentate da una sola varietà di ortaggi, come ad esempio l’insalata di pomodori, oppure di soli cetrioli, o di carote grattugiate. Sono insalate semplici anche le insalate verdi in cui sono presenti diversi tipi di ortaggi a foglia verde.

Le composte invece hanno sempre come base un ortaggio o un legume, sia crudo sia cotto (ma sempre freddo), con l’aggiunta di altri ingredienti di complemento, che possono essere di origine vegetale (altri ortaggi e/o legumi, tempeh, tofu, seitan), o anche di origine animale.

Anche il condimento ha la parte da protagonista in questo genere di pietanze, che possono essere condite con sale, pepe, olio e aceto (e in questo caso è opportuno servire a tavola l’apposita oliera in modo che il cliente possa condirsi a suo piacimento l’insalata), oppure accompagnate con vinaigrette (a base di aceti) e citronette (a base di limone o succhi d’agrumi). Le salse di fantasia invece sono numerose tanti quanti sono gli chef o i maître che le compongono. All’estero, ma oggi anche in Italia, il mercato offre moltissimi dressing già pronti all’uso»

Dal corso per Cuoco Professionista CHEFuoriclasse, Unità didattica “Esperto gourmet”

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Rischi del mestiere. L’addestratore

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Rischi del mestiere. L’addestratore

«Curare la propria incolumità diventa importante per l’addestratore quando deve eseguire un programma su un cane che presenta dei problemi di indocilità e aggressività, al quale a volte può essere rischioso anche solo accostarsi.
Quindi diventa obbligatorio seguire delle precauzioni:

• munirsi di una museruola per il cane, scegliendone un modello che ci tuteli senza sacrificare il benessere del cane;
• munirsi anche di un guinzaglione lungo 6 metri e di 2 collari;
• indossare un’apposita tuta completa che protegga dai morsi.

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Naturalmente le tecniche di avvicinamento e di risocializzazione del cane vanno studiate, programmate e richiedono esperienza».

Da L’addestratore cinofilo – 2. Tecniche e interventi operativi dell’addestramento

Gnammo: l’unione fa… Social eating

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Gnammo: l’unione fa… Social eating

«Come nei migliori piatti, è l’unione di più ingredienti a creare un’armonia di gusto e sensazioni: così si unirono le forze e nacque Gnammo, the Social Eating Network»

(da Social eating)

Grazie a tutto il team di Gnammo per aver creduto nel progetto di CEF Publishing!

 

Social eating

Perché un libro sull’inglese in cucina?

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Perché un libro sull’inglese in cucina?
Dall’introduzione di Jump the pasta! di Barbara Bianchi

Jump the pasta 180Perché un libro sull’inglese in cucina?
Perché non basta dire «Vado a Londra, trovo un lavoro e imparo sul posto». Se hai già un solido bagaglio di conoscenze linguistiche, le opportunità si moltiplicano.
Perché le parole non sempre sono quello che sembrano e non basta affidarsi a Google Traduttore per risparmiarsi frasi come I know my chickens (“conosco i miei polli” in inglese si può dire I know them like the back of my hand), drown the eggs (affogare le uova, in senso letterale! – il verbo corretto è poach) o, come suggerisce il titolo del nostro libro, jump the pasta (saltare la pasta – il verbo corretto è toss o sauté).
Perché non esistono in una lingua parole per descrivere ciò che non c’è. Come si traduce lime in italiano? Lime. Come si traduce ’nduja in inglese? Non si può tradurre.
Perché la complessità del linguaggio tiene attivo il nostro cervello: bisogna sempre chiedersi cosa ci sia oltre la superficie.
Perché l’apprendimento avviene in modo esponenziale. Conoscendo una parola e avendo una vaga idea di prefissi e suffissi si può moltiplicare il numero di vocaboli da usare (e ridurre la fatica): conoscendo il significato di happy si può dedurre cosa significhino unhappy, happily, happiness.
Perché se siamo sopravvissuti ai verbi italiani, con l’inglese è una passeggiata. Al supermercato dell’inglese infatti quando si parla di verbi c’è il 6×1 (sei forme verbali italiane che in inglese si traducono in un solo modo), che diventa incredibilmente 18×1 se si  onsiderano i verbi al passato: con went in inglese traduco: andai andasti andò andammo andaste andarono andavo andavi andava andavamo andavate andavano sono andato sei andato è andato siamo andati siete andati sono andati. Wow!
Ciascun lettore, aspirante professionista del settore  enogastronomico o semplice appassionato di cucina, avrà il suo perché e troverà in queste pagine un valido aiuto per perfezionare la propria padronanza dell’inglese ed evitare di cadere in banali e diffusissimi errori, nella consapevolezza che quando si studia una lingua straniera il concetto di stasi non esiste: o si procede in avanti
o si scivola indietro. Quello che abbiamo imparato ieri, se oggi non lo teniamo vivo, domani non lo ricorderemo più. Ma con un poco di curiosità e di voglia non è una missione impossibile, e ci si potrebbe anche divertire.

(Barbara Bianchi, Jump the pasta! L’inglese in cucina – quello vero!)

Il menu perfetto

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Come creare il menu perfetto

 

«La successione delle portate, tipica degli esercizi tradizionali, dovrebbe essere funzionale alla creazione di un menu armonico, in crescendo di sapore e di complessità. A minestre in brodo e primi piatti in bianco dovrebbero seguire secondi altrettanto delicati, di carne bianca ad esempio. Crostini di caccia e fegatini amano invece farsi seguire da gnocchi o tagliatelle al ragù, a loro volta preambolo a un succulento arrosto, magari guarnito con porcini»

 

Daniele Maestri, Sapore è sapere

 

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Melannurca

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La Melannurca:
panacea di tutti i mali?

 

foto-a-pagina-intera«La famosa “mela al giorno” è utile anche per combattere il colesterolo cattivo e persino la calvizie? Nel caso della Melannurca Campana parrebbe di sì.
Piccola, rotondetta e rossa, non esaurisce le sue virtù  dell’eccellenza organolettica. Un recente studio condotto dall’Università di Napoli ha infatti scoperto che questo frutto possiede una straordinaria ricchezza di polifenoli (composti molecolari con potere antiossidante), largamente superiore alle altre varietà di mela prese in esame. In particolare è elevata la quantità di procianidine, grazie alle quali sono stati creati preparati che sembrerebbero in grado di contrastare la formazione del  colesterolo cattivo e rallentare la caduta dei capelli.
Se questo studio è ancora in fase di sperimentazione, restano comunque conclamate le virtù di questa e di tutte le mele: ricche di vitamine, sali minerali, acqua e fibre, svolgono una funzione gastroprotettiva, antiossidante, blandamente lassativa (mela cotta) o al contrario astringente (mela cruda)»

Dal volume I prodotti DOP e IGP

Occhi di gatto

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Lo sguardo ipnotico dei nostri amici felini

«Veri e propri gioielli, gli occhi del gatto presentano una grande varietà cromatica, risultato di incroci di pigmenti nell’iride (la parte colorata dell’occhio intorno alla pupilla). Queste mescolanze costituiscono la regola nei gatti comuni; nei gatti di razza, invece, sono proibite poiché il loro standard esige un’iride di colore puro, con uno o, a volte, più colori accettati, ma sempre senza alcuna giustapposizione.

Tutti i gattini nascono con gli occhi blu/grigio chiaro: il colore adulto si stabilizza nei primi 6 mesi di vita».

La zoologia delle razze canine e feline

 

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