Come gli antichi

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Come gli antichi

«Si torna, come facevano gli avi contadini, a maneggiare, annusare e assaggiare gli alimenti. Affidandoli, più che all’esame chimico, a quel mirabile laboratorio di analisi che sono i nostri sensi. Torna sovrano l’esercizio della polisensorialità, in una parola del gusto, unico strumento in grado di discriminare con la massima obiettività tra buono e cattivo, tra salutare e nocivo, tra piacevole e ripugnante; tanto che viene da chiedersi se altre antinomie come ordine e caos, bene e male, spirituale e materiale non discendano anch’esse dalle nostre papille»

 

(Da Daniele Maestri, Sapore è sapere)

 

P17